Anteprima Benchmark: Qualcomm Snapdragon 835 Mobile Platform


Presentata ufficialmente, solo sulla carta, all’inizio del mese di gennaio e subito caricata di aspettative: parliamo di Qualcomm Snapdragon 835 Mobile Platform, ovvero il cuore elaborativo che andrà ad equipaggiare gli smartphone Android top di gamma di prossima generazione. Il primo esemplare ad arrivare sul mercato e a racchiudere la nuova soluzione di Qualcomm sarà Samsung Galaxy S8, che verrà presentato ufficialmente il 29 marzo. Sarà anche l’unico, per lungo tempo: Qualcomm Snapdragon 835 Mobile Platform è infatti prodotto grazie al processo FinFET a 10nm di Samsung, la quale come contropartita ha voluto un’esclusiva temporanea sul nuovo nato di casa Qualcomm. Fino a quando Samsung Galaxy S8 non sarà disponibile sul mercato, gli altri produttori di smartphone non potranno rifornirsi da Qualcomm.


In occasione della presentazione di Snapdragon 835 si parlava di SoC, o System-on-Chip, ora invece si usano le parole “piattaforma mobile”: cosa è cambiato? Nulla, nel concreto, si tratta solamente di una nuova nomenclatura che Qualcomm ha deciso di utilizzare per le sue soluzioni, così da meglio identificare ciò che l’azienda californiana andrà a presentare da qui in futuro e che andrà a spingersi oltre il confine del mondo degli smartphone. Sintetizziamo ciò che già è stato spiegato la scorsa settimana: tutti i SoC di fascia alta – le serie 8, 6 e 4 – prenderanno il nome di “Qualcomm Snapdragon XXX Mobile Platform” mentre i SoC entry level per i mercati ad alto volume non vedranno più l’utilizzo del brand Snapdragon, ma saranno anch’essi indicati con il nome “Mobile Platform”. Un esempio? Qualcomm 205 Mobile Platform, soluzione per i feature phone per i mercati emergenti, annunciata nei giorni scorsi.

Aspettative, dicevamo? Certamente, per il primo SoC octa-core a 10 nanometri l’attenzione è altissima. Ecco allora che Qualcomm ha voluto invitare presso il proprio quartier generale di San Diego un manipolo di giornalisti della stampa specializzata a toccare con mano le prestazioni di questo nuovo cervellino elettronico, in una benchmarking session di un paio d’ore, con annessa visita ai laboratori per approfondire quelle funzionalità della nuova Mobile Platform che non sono riscontrabili con i tradizionali benchmark sintetici e applicativi.

Qualcomm ci ha messo a disposizione uno smartphone engineering sample usato dall’azienda per tutti i test interni. Non si tratta quindi di un telefono commerciale, ma di un “muletto” di sviluppo e testing che Qualcomm utilizza per mettere alla prova funzionalità e prestazioni della propria piattaforma mobile in un ambiente quanto più simile all’utilizzo reale.

Il dispositivo, oltre ovviamente al SoC Snapdragon 835 (lo chiamiamo così per semplicità, non ce ne voglia Qualcomm) monta un display 2560×1820 e 6GB di memoria LPDDR4. Qualcomm ha potuto mettere a disposizione un sample ogni due partecipanti alla sessione, motivo per il quale i risultati che riporteremo qui sotto potrebbero differire, seppur in misura veramente minima, da quelli riscontrati da altri siti.

AnTuTu e GeekBench 4 permettono di avere una prima idea a 360 gradi delle capacità di calcolo del nuovo SoC Snapdragon 835: il balzo prestazionale rispetto alla generazione precedente (Snapdragon 820) è significativo e pone il nuovo nato a diretto confronto con il SoC Apple A10 Fusion che equipaggia iPhone 7 Plus. Di particolare interesse è il confronto con i risultati fatti registrare da OnePlus 3, LG G5, HTC 10 e Nubia Z11, tutti dotati di Snapdragon 820. Rispetto al SoC di precedente generazione abbiamo un incremento prestazionale del 40%-50%, a seconda dei vari modelli.

Meno marcato il distacco misurato con tre tradizionali browser test, che tuttavia dipendono in maniera significativa dal browser utilizzato. In ogni caso un buon passo avanti rispetto alla piattaforma hardware di precedente generazione.

Come dicevamo in precedenza, il tour dei laboratori Qualcomm ci ha permesso di prendere contatto anche con altri aspetti della nuova piattaforma mobile che non è possibile rilevare con i tradizionali benchmark. La prima tappa al “Power Consumption Lab” ha offerto la possibilità di quantificare i passi avanti sul fronte del consumo energetico rispetto al SoC di precedente generazione Snapdragon 820. Ricordiamo infatti che degli otto core presenti nellla CPU Kyro 280 di Snapdragon 835, quattro sono destinati alle prestazioni e quattro al contenimento dei consumi, oltre al fatto che la riduzione a 10 nanometri gioca anch’essa un ruolo fondamentale dal punto di vista del risparmio energetico.

Nei laboratori di Qualcomm abbiamo assistito a due confronti testa a testa tra una piattaforma Snapdragon 835 e la precedente Snapdragon 820 (non abbiamo potuto verificare e facciamo quindi un atto di fede): a parità di carico di lavoro e di unità di alimentazione – una scena VR e un video 4K, su una batteria da 3500 mAh – la nuova piattaforma promette un’autonomia operativa superiore del 50% nel caso del demo VR e del 40% nel caso del demo 4K.

Seconda tappa è l”Advanced Content Group Lab”, all’interno del quale si porta avanti, nel concreto, la sperimentazione sulle funzionalità e potenzialità della piattaforma mobile, specie per quanto riguarda le applicazioni videoludiche e di realtà virtuale, anche coinvolgendo sviluppatori di terze parti. E’ probabilmente il laboratorio più entusiasmante tra quelli di Qualcomm, poiché come sottolineato anche dal responsabile del laboratorio “la tecnologia funziona davvero quando scompare e lascia posto alle esperienze”.

E’ inoltre in questo laboratorio che Qualcomm mette a disposizione degli sviluppatori tutte le informazioni necessarie per poter ottimizzare giochi e app per i processori Snapdragon e in particolare per la GPU Adreno. A tal proposito agli sviluppatori viene offerto, gratuitamente, il software Snapdragon Profiler che permette di monitorare come i vari componenti di SoC vengono sfruttati dalle varie app, così da poter andare a verificare tutte le opportunità di ottimizzazione per evitare di lasciare risorse non sfruttate o, al contrario, eliminare e ridurre consumi non voluti o non idonei, che intaccherebbero significativamente l’autonomia operativa del dispositivo su cui si sta giocando.

Si prosegue poi per lo Spectra Camera Lab, dove Qualcomm valuta ed ottimizza il comportamento del processore di immagine Spectra 180: oltre al tradizionale test di fedeltà cromatica in varie condizioni di illuminazione, Qualcomm va a testare altri due importanti aspetti dell’ISP ovvero la velocità dell’autofocus nel mettere rapidamente a fuoco soggetti lontani e vicini e le prestazioni del sistema EIS 3 – Electronic Image Stabilization mediante un macchinario che scuote il telefono di test e misura precisamente la quantità e l’estensione delle vibrazioni così da poter verificare se il sistema di stabilizzazione riesca a compensare adeguatamente il movimento.

L’importanza del sistema di stabilizzazione, infatti, non è limitata alla realizzazione di scatti nitidi e senza mosso, ma permette agli altri sistemi automatici (la messa a fuoco in particolare) di operare in maniera più affidabile ed accurata.

Di particolare interesse, inoltre, alcune demo riguardanti il comparto sicurezza di Qualcomm Snapdragon 835 Mobile Platform, rappresentato dalla piattaforma Qualcomm Haven che mette a disposizione un ambiente di esecuzione sicuro per lo svolgimento di tutte quelle funzionalità che richiedono un elevato grado di protezione delle informazioni.

Un esempio è il sistema biometrico basato sulla scansione dell’iride, che instaura una connessione sicura e blindata tra la fotocamera ed il modulo di sicurezza così che i dati della retina/iride dell’utente non possano essere trafugati ed utilizzati da terzi. Il sistema è inoltre capace di distinguere un occhio reale da una fotografia o stampa, grazie alla capacità di rilevare ed analizzare i riflessi del bulbo oculare. Il tutto è basato su una tencologia a raggi infrarossi, che consente quindi di effettuare operazioni di autenticazione anche in condizioni di scarsa luminosità o nel caso si indossino lenti oscuranti.

La piattaforma di sicurezza Qualcomm Haven offre, tra le altre funzionalità, un sistema di machine learning che permette di analizzare il comportamento e le abitudini dell’utente e delle applicazioni che egli utilizza, così da rilevare eventuali malware o applicazioni dannose semplicemente analizzandone il comportamento ed eventualmente limitandone le funzioni: si tratta di un approccio che permette di migliorare la sicurezza antimalware basata sull’analisi delle firme digitali, che potrebbe prestare il fianco a qualche falla specie se l’aggiornamento delle firme non è sufficientemente tempestivo.

Unendo le capacità dell’ISP e del DSP e basandosi sempre su meccanismi di machine learning è inoltre possibile realizzare applicativi in grado di riconoscere oggetti e tracce vocali, con possibilità di impiego ancora inesplorate e che possono spaziare ben al di là del semplice mercato smartphone. VR e automotive sono i principali, ma le potenzialità sono realmente molto vaste.

Il primo contatto concreto con Qualcomm Snapdragon 835 Mobile Platform ci ha veramente impressionato: la soluzione è versatile e completa e offre possibilità di impiego molto interessanti soprattutto al di fuori del mercato degli smartphone. Non ci stupiremmo di vedere, nel futuro prossimo, oltre ad un visore di realtà virtuale anche qualche altro dispositivo più “futuristico”, come un sistema di videosorveglianza smart o un assistente digitale domestico capace di riconoscere non solo i comandi vocali ma anche la nostra identità e le gesture. Sul fronte delle prestazioni abbiamo registrato numeri convincenti, precisando comunque che la piattaforma è stata fornita dalla stessa Qualcomm e dobbiamo quindi fidarci che test e piattaforma non siano stati in qualche modo “ottimizzati”: in ogni caso il giudizio potrà essere confermato o smentito quando riusciremo ad avere in mano un Samsung Galaxy S8 (qui qualche fuga di notizie), che rappresenta la prima declinazione reale/commerciale di questa piccola belva.

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