Comparativa dissipatori per CPU: liquido o aria sotto i 100 euro?


Una delle scelte da non sottovalutare durante l’acquisto di un nuovo sistema è quella relativa alla soluzione per la dissipazione delle componentistiche integrate. Un buon flusso d’aria all’interno del case resta una condizione imprescindibile per mantenere entro certe soglie le temperature operative di CPU e GPU, e per mantenere al freddo i bollori degli stadi d’alimentazione e di tutta la circuiteria delle schede presenti all’interno del sistema.

Ma questo spesso non basta: abbiamo ormai un’adeguata esperienza per poter dire che i dissipatori forniti in bundle con le varie CPU risultano inefficienti, soprattutto se si ha intenzione di effettuare overclock e portare fuori specifica le caratteristiche tecniche del processore. Sebbene i dissipatori stock siano in grado di mantenere le temperature di funzionamento della CPU entro il target prefissato dal produttore, è indubbio che si tratta di soluzioni solamente soddisfacenti che costringono le ventole in dotazione ad operare, in alcuni casi, a velocità elevate, risultando percepibili durante l’uso del sistema.


Quella dei dissipatori after-market è una realtà particolarmente frizzante degli ultimi anni, con soluzioni di ogni tipo commisurate al budget da ripiegare sul delicato aspetto dell’assemblaggio di un personal computer. L’acquirente, ad oggi, può personalizzare le soluzioni già in commercio con ventole con specifiche decisamente differenti, dando priorità alle performance o, in alternativa, alla rumorosità di funzionamento. In passato invece, quando CPU e chassis venivano forniti con ventoline da 80mm, l’unico metodo per avere computer virtualmente silenziosi era quello di utilizzare un sistema a liquido.

Comparativa dissipatori all-in-one e ad aria

Si trattava di una soluzione non adatta a tutte le tipologie d’utenza, dal momento che l’installazione e la configurazione si basavano su procedure relativamente complesse e potenzialmente pericolose. Bastava un tubo per il raccordo installato in maniera errata per causare perdite di liquido all’interno del sistema con conseguenze drammatiche per la componentistica interna.

Con il tempo la situazione si è evoluta in maniera radicale. Al giorno d’oggi il mercato propone una serie di soluzioni a liquido estremamente variegate fra di loro che promettono procedure per l’installazione estremamente semplici, ottime performance se commisurate ai sistemi ad aria più complessi, e manutenzioni non necessarie nemmeno dopo lunghi periodi di funzionamento. Di contro, anche le tecnologie per il raffreddamento ad aria hanno compiuto enormi passi in avanti, con superfici maggiori per la dissipazione e la possibilità di installare una o più ventole da 120 o più mm di diametro.

L’annosa questione del sistema di dissipazione ad aria contro quella a liquido è più aperta che mai, in quanto sistemi a liquido e ad aria vengono proposti a prezzi simili a parità di prestazioni, con in aggiunta una semplicità di installazione e manutenzione non più appannaggio diretto dei sistemi ad aria. Montare un all-in-one a liquido in molti casi richiede procedure estremamente semplificate paragonabili (se non più semplici) a quelle richieste dai ben più voluminosi sistemi ad aria.

A rendere ancora più difficile la scelta fra le diverse soluzioni, inoltre, troviamo un livello di performance decisamente livellato fra le tante soluzioni proposte in commercio. I sistemi a liquido che offrono vantaggi sensibili hanno prezzi di listino superiori, non coperti da alcuna proposta del mercato consumer ad aria.

Lo scopo di questa analisi è cercare di capire quanto in realtà un sistema a liquido convenga rispetto ad un più tradizionale sistema ad aria considerando più aspetti: facilità di installazione, performance di dissipazione pure e, non da ultimo, prezzo.

12V (0,3A)

Abbiamo scelto, pertanto, due dissipatori ad aria di riferimento (BeQuiet Dark Rock Pro 2 e Noctua NH-D15) paragonando le prestazioni ottenute con tre sistemi all-in-one a liquido: Cooler Master Seidon 120XL, Enermax Liqtech 120X e Corsair Hydro H80i. Per valutare le capacità di dissipazione termica dei modelli in analisi abbiamo utilizzato un processore Intel Core i7 4770K (TDP dichiarato 84W) con architettura Haswell, in abbinamento alla scheda madre MSI Z87-GD65 Gaming basata su chipset Z87 e 16GB di RAM Geil, suddivisi su due moduli da 8GB configurati in Dual Channel.

Le rilevazioni sono state effettuate con le specifiche standard delle componenti laddove non specificato diversamente. Per i test in overclock abbiamo portato il moltiplicatore della CPU a 42x fisso su tutti i core, in modo da raggiungere i 4.200MHz, e il voltaggio della CPU a 1,22V. Il nostro obiettivo non è stato quello di trovare il massimo risultato in overclock perseguibile dalla CPU, ma stabilire una soglia limite in modo da non riscontrare problemi con nessuno dei dissipatori testati, in modo da confrontarli utilizzando le medesime metriche, all’interno di un ambiente il meno condizionato possibile da agenti esterni.

Le rilevazioni delle temperature sono state effettuate in condizioni differenziate per carico computazionale (idle e pieno carico) e sono state eseguite dopo aver mantenuto il sistema per 15 minuti nella specifica condizione di test, così da avere una metrica di confronto uniforme fra le varie soluzioni in prova. Le misurazioni in idle, sono state effettuate in seguito ai test a pieno carico, avvenute mediante l’uso di OCCT. Abbiamo riportato le temperature massime registrate per ogni core nel caso dei test a pieno carico e le minime raggiunte in idle (utilizzando il tool CoreTemp 1.0 RC6), confrontandole poi per meglio comprendere le differenze prestazionali fra i vari prodotti presi in esame. Nei valori riepilogativi sono state invece inserite le temperature come media del valore massimo dei 4 core.

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