Intel annuncia Core i9 con le CPU Skylake X e Kaby Lake X


La conferenza stampa Intel del primo pomeriggio di martedì 30 maggio, giornata inaugurale del Computex 2017 di Taipei, ha visto l’annuncio ufficiale delle nuove CPU dell’azienda americana rivolte al settore HEDT, High End Desktop System. Dietro questo acronimo si celano i processori Intel destinati al pubblico enthusiast degli appassionati, abbinati alle nuove schede madri con chipset Intel e pensati per prendere il posto delle proposte Broadwell-E con chipset Intel X99 attualmente in commercio.

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Nuovo chipset per nuove schede madri, ma anche molte nuove CPU. Intel quest’oggi presenta modelli basati su due differenti architetture, note con i nomi in codice di Skylake X e Kaby Lake X, introducendo per la prima volta il brand Core i9 in abbinamento a propri processori. Sono molte le novità di questo annuncio, oltre a numerose implicazioni che riguardano il mercato nel complesso.

Partiamo dai modelli: Intel presenta due processori della famiglia Kaby Lake X, modelli Core i7-7740X e Core i5-7640X, entrambi con architettura quad core e controller memoria dual channel DDR4-2666. Le specifiche tecniche sono speculari a quelle dei modelli Core i7-7700K e Core i5-7600K per piattaforme socket LGA 1151 già presenti in commercio, con le principali differenze date dall’assenza di GPU integrata, dal TDP che aumenta sino a 112 Watt e ovviamente dal socket di connessione.

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La vera novità riguarda i modelli basati su architettura Skylake X, dotati tutti di controller memoria quad channel DDDR4-2666 e caratterizzati da un numero di core che parte da un minimo di 6 e arriva al valore record di 18 nella proposta top di gamma. La tabella delle specifiche tecniche fornita da Intel è molto interessante, soprattutto per i dettagli che sono assenti. Per le 4 proposte top di gamma mancano infatti informazioni sulle varie specifiche di funzionamento come clock, quantitativo di cache L3 e controller PCI Express, fatta solo eccezione per il numero di core integrati che per queste proposte è superiore ai 10 che accompagnano l’attuale top di gamma dell’azienda americana per piattaforme X99.

Per i processori da 10 core in avanti Intel opta per il brand Core i9, una novità tra i processori dell’azienda americana e un chiaro segnale con il quale si vuole meglio posizionare le novità nel segmento di fascia più alta del mercato. Del resto questi processori hanno un costo che parte dai 999 dollari del modello Core i9-7900X, salendo sino ai 1.999 dollari richiesti per la proposta top di gamma Core i9-7980XE con 18 core al proprio interno.

Che Intel non abbia ancora definito le specifiche tecniche di questi processori, per i quali però sono fornite indicazioni dei prezzi attesi, è significativo e spiega la strategia seguita dall’azienda americana in questo lancio. Strategia che è decisamente improntata al contrattaccare AMD e in particolare le proposte Ryzen Threadripper annunciate ufficialmente alcune settimane fa in occasione del Financial Analyst Day dell’azienda americana.

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Con i processori Ryzen Threadripper AMD punta a proporre per la prima volta CPU desktop dotate al proprio interno di 16 core nelle proposte top di gamma, capaci di gestire sino ad un massimo di 32 threads in parallelo. L’annuncio di queste soluzioni ha sicuramente colto di sorpresa Intel, come del resto è stato con il debutto delle prime soluzioni Ryzen in commercio nel corso della primavera. L’azienda è quindi corsa al riparo con una strategia che quest’oggi si materializza nell’annuncio della nuova piattaforma X299 e dei nuovi processori ma che va spiegata per essere colta.

I processori Intel della famiglia HEDT storicamente sono derivati dalle proposte della famiglia Xeon: l’architettura è la stessa, mentre cambiano le frequenze di clock e ovviamente anche il numero di core messi a disposizione. Intel può quindi scegliere tra differenti soluzioni e ha spesso mantenuto anche lo stesso socket di connessione tra soluzioni Xeon e HEDT così da semplificare l’ingresso sul mercato di questi prodotti. La stessa dinamica è avvenuta con il debutto odierno, anche se con alcune significative differenze. Troviamo innanzitutto un nuovo socket, modello LGA 2066, che non è presente nelle proposte della famiglia Xeon e che è compatibile con due differenti architetture di CPU: Skylake X e Kaby Lake X. E’ la seconda che rappresenta la vera novità, in quanto viene proposta da Intel con due declinazioni di CPU che paiono proprio pensate per rendere più accessibile l’intero ecosistema delle soluzioni X299.

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Ecco quindi che Intel rivede profondamente la strategia della propria piattaforma HEDT, mantenendone un posizionamento di fascia alta ma contestualmente aprendo una porta d’accesso anche a coloro che hanno un budget non contenuto in assoluto ma non all’altezza di poter mettere mano a sistemi top di gamma. Se in precedenza le soluzioni HEDT di Intel venivano di fatto proposte ad un pubblico potenziale piuttosto limitato, con questa nuova strategia Intel sembra voler espandere il numero di utenti potenzialmente interessati a queste soluzioni: tutto questo, però, spingendo ancora più in alto l’asticella della complessità e delle prestazioni passando dai 10 core delle proposte Broadwell-E ai 18 della CPU Core i9-7980XE

La peculiarità dell’annuncio odierno è anche da ricercare nella mancanza di specifiche per le 4 CPU di fascia più alta, appartenenti alla gamma Core i9. Questi modelli giungeranno in commercio solo in un secondo tempo e pare evidente come Intel abbia deciso all’ultimo momento di inserirli nella propria gamma, con il chiaro intento di contrastare AMD e le proprie soluzioni Ryzen Threadripper. La versione a 18 core sempra proprio essere stata proposta per poter vantare di avere due core in più rispetto alla soluzione top di gamma di AMD. Per quanto riguarda quest’ultima ne sapremo sicuramente di più nella giornata di domani, dopo la conferenza stampa organizzata da AMD al Computex, ma sin d’ora è papabile tra gli operatori di settore l’entusiasmo e le aspettative elevate verso questo prodotto soprattutto con riferimento al cambiamento radicale che potrà introdurre nel settore delle CPU per sistemi desktop.

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La strategia di Intel punta quindi sull’aumento nel numero di core, bilanciando quanto offerto da AMD con le soluzioni Ryzen Threadripper. Cercando di trovare analogie con il settore dei processori desktop tradizionali, quindi mettendo a confronto le CPU AMD Ryzen 7 con quelle Core i7 per piattaforme socket LGA 1151, non è difficile immaginare che le nuove CPU Core i9 saranno capaci di ottenere prestazioni più elevate di quelle Ryzen Threadripper a parità di numero di core visto il lieve vantaggio architetturale e la frequenza di clock che dovrebbe essere leggermente superiore. D’altro canto la storia parla chiaro: AMD avrà sempre un vantaggio in termini di costo e tendiamo ad ipotizzare che tale vantaggio sarà in grado di compensare più che abbondantemente il divario in termini di prestazioni.

Ma più di tutto bisogna ragionare su quello che serve ad una piattaforma HEDT al momento: se la strategia è quella di offrire un maggior numero di core allora sarà indispensabile anche mettere nelle mani degli utenti applicazioni che siano in grado di sfruttare al meglio tutti questi core. E’ lo scenario di utilizzo tipico di riferimento che decreterà il successo commerciale di questi processori: il riferimento non pare però proprio essere quello dei puri videogiocatori, quanto di quegli utenti che utilizzano il proprio sistema per un numero molto diverso di applicazioni contemporaneamente aperte e che cercano ove possibile di sfruttare tutti i core al massimo delle potenzialità. Rendering, editing video e in generale gli ambiti di elaborazione multimediali sono gli scenari che vengono alla mente, ben sintetizzati con il termine “megatask” coniato proprio da Intel alcuni anni fa per giustificare l’utilizzo di processori con un numero di core che partiva da 8 ed è arrivato ai 18 attuali.

Quando vedremo all’opera i nuovi processori Intel? Bisognerà attendere ancora alcune settimane per i primi test in laboratorio, e sicuramente questi processori passeranno nella nostra redazione per la nostra abituale analisi strumentale. Quella sarà anche occasione per entrare nel dettaglio dell’architettura e scoprire le novità che Intel introduce con Skylake X rispetto alle proposte Skylake per soluzioni socket LGA 1151 presenti in commercio.

Verrano sicuramente raggiunti nuovi record prestazionali in molti test, soprattutto con applicazioni che meglio di altre scalano all’aumentare del numero dei core, ma rimane da capire in che modo i giocatori potranno trarre beneficio effettivo di tutta questa potenza di calcolo. E’ già ora difficile giustificare l’investimento per un processore a 10 core per chi gioca unicamente e non fa utilizzo in parallelo anche di altre applicazioni multithreaded: pare ancor più arduo il compito di trovare uno scenario d’uso che giustifichi 18 core, soprattutto ad un prezzo di 1.999 dollari tasse escluse che non si era mai visto abbinato a processori per sistemi desktop.

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