Qualcomm annuncia Hexagon 680, il nuovo DSP per Snapdragon 820


Proprio per questo motivo già da diverse settimane, se non mesi, si parla di quello che sarà il suo successore, riguardo al quale Qualcomm sta rilasciando una serie di annunci che piano piano ne completeranno la scheda tecnica. Una sorta di presentazione a puntate, forse progettata in questo modo per meglio snocciolare tutte le novità che troveremo a partire dal prossimo anno all’interno del chip di punta della gamma del produttore americano.

L’annuncio di queste ultime ore riguarda in particolare il DSP installato nel nuovo SoC. Per meglio comprendere quelle che sono le novità e quindi quello che scriveremo nei prossimi paragrafi facciamo luce su cosa è un DSP e in che modo si differenzia da una normale CPU.


Il DSP è a tutti gli effetti a sua volta un microprocessore progettato per supportare con alte prestazioni grandi quantità di operazioni seriali e ripetitive. Insomma, come una sorta di piccola calcolatrice in grado di elaborare un grande numero di complessi calcoli aritmetici in un tempo il più breve possibile. Si tratta di un processore spesso utilizzato per compiere operazioni legate al riconoscimento vocale o al processamento di immagini. Rispetto a una CPU classica quindi, un DSP offre una architettura appositamente studiata per decodificare e registrare operazioni ripetitive per poterle eseguire in maniera più efficiente.

Il DSP che troveremo all’interno del nuovo Snapdragon 820 prende il nome di Hexagon 680 e affiancherà la CPU Kryo e la GPU Adreno 530, i cui dettagli sono stati già svelati nel corso dei mesi e delle settimane passate. Come per la GPU Adreno, anche il nuovo Hexagon 680 avrà come compito principale quello di permettere al SoC di essere il più efficiente possibile dal punto di vista del consumo energetico, sgravando la CPU classica dell’esecuzione di queste operazioni, il tutto mantenendo un alto livello di prestazioni.

Perchè quindi questo piccolo componente risulta così importante all’interno dell’architettura di uno smartphone? Ormai tutti i SoC per smartphone sono dotati di quello che viene definito “sensor-core”: Apple ha voluto il famoso co-processore M8 all’interno delle sue ultime creazioni, così come Nokia utilizza il SensorCore per aiutare lo smartphone a tenere traccia dei passi dell’utente. Qualcomm ha quindi aggiornato la sua gamma dotandola di un nuovo DSP ancora più avanzato che permetterà di gestire al meglio tutte quelle applicazioni e quei processi che stanno acquisendo sempre maggiore importanza agli occhi degli utenti. Parliamo ad esempio delle applicazioni legate alla realtà aumentata, di alcune funzioni della fotocamera e del monitoraggio di sensori come bussole, giroscopi, pedometri e tutto ciò che è legato alle app di fitness e activity tracking.

In particolare Hexagon è formato da tre DSP differenti: un DSP per le operazioni legate a riconoscimento vocale, imaging e video processing, un DSP legato al modem e per concludere uno dedicato a tutti i sensori always-on. Di questi tre DSP minori, quelli che hanno maggiormente beneficiato dell’aggiornamento sono due.

Il primo è il DSP dedicato alla gestione di tutti i dati ricevuti dai diversi sensori all’interno dello smartphone. Soprannominato più volte come “l’isola del risparmio energetico” questo DSP è stato progettato per ottimizzare la durata della batteria in rapporto ai sensori sempre attivi, come ad esempio il contatore di passi o il sensore di assistenza per la registrazione della posizione, che permette di localizzare in maniera più accurata la nsotra posizione quando non abbiamo un segnale GPS abbastanza potente.

La seconda novità è invece legata al DSP dedicato all’elaborazione delle immagini e dei suoni. Il microprocessore in questione beneficerà della tecnologia che qualcom ha definito HVX o Hexagon Vector Extension, talmente ottimizzato da permettere di ottenere prestazioni migliori rispetto a quanto ottenibile dalla CPU integrata nel SoC.

Utilizzando queste HVX, Qualcomm ha evidenziato come l’ottimizzazione delle basse luci nei video, ad esempio, possa essere completata in un tempo pari a un terzo di quanto sarebbe possibile ottenere da una GPU Krait e sfruttando un decimo della potenza che impiegherebbe la stessa GPU quad-core. Le stesse estensioni potranno essere utilizzate per migliorare le prestazioni legate ad applicazioni di realtà virtuale o realtà aumentata svolte dallo stesso smartphone sul proprio display.

Per concludere, Qualcomm ha stimato che il nuovo DSP è in grado di utilizzare un terzo della potenza che impiegava il vecchio DSP Hexagon per monitorare tutti i sensori contenuti all’interno dello smartphone.

Il nuovo DSP sarà disponibile su Snapdragon 820 e sulla nuova gamma di processori Qualcomm e offrirà il supporto ad Android, dalla versione Lollipop in avanti. Basterà al colosso per restare in cima alle preferenze di molti produttori di smartphone e magari riguadagnare la fiducia persa di Samsung?

Be the first to comment on "Qualcomm annuncia Hexagon 680, il nuovo DSP per Snapdragon 820"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*