Recensione HTC U12 Plus: è una scheggia e registra audio benissimo


In un mondo di notch ecco che HTC lancia U12+, ma non pensate sia un “semplice refresh” hardware perchè c’è molto di più rispetto al precedente U11+ provato ad inizio gennaio. Non si tratta del solito smartphone Android, seppur la scheda tecnica e le premesse lascino pensar questo, la casa taiwanese ha infatti ampliato le potenzialità della sua personalizzazione software Edge Sense 2 e creato così un approccio del tutto unico.

Per questo stesso motivo non è immediato nella comprensione delle sue funzioni, anzi, nei primi giorni si storce il naso più e più volte, cercando di capire come gestire i tasti con feedback tattile o le giuste combinazioni degli squeeze. Insomma software e personalizzazione fanno da padrone su questo HTC U12+, al di là delle eccellenti prestazioni che fanno impallidire molti dei concorrenti.


A questa tornata ci sono ben 4 fotocamere ma c’è anche qualche aspetto negativo, a partire dalla batteria che si è “ristretta”, passata dai 3950mAh del U11+ agli attuali 3500mAh del U12+. Niente drammi ma la differenza si sente.

DESIGN

HTC ha fatto scuola per quanto riguarda design e materiali degli smartphone Android, ma negli ultimi anni era rimasta un po’ indietro rispetto ad altri, mancando qualche appuntamento con i trend del momento. Adesso tutto è al proprio posto, integrato al meglio e con una cura davvero eccellente, con tanto di certificazione IP68 e protezione massima da acqua e polvere (cosa importantissima vista l’estate che incombe).

Al giorno d’oggi fanno la differenza anche le colorazioni, così HTC è riuscita a sfornare una fantastica variante “Traslucent Blue” che lascia intravedere i componenti sotto la back cover. Idea fantastica ma, purtroppo, in prova ci è tuttavia capitata la “Ceramic Black” e non possiamo quindi approfondire la cosa più di tanto. Un nero lucido tendente al fumè ed effetto specchiato, la back cover è oltretutto curva: facilita quindi la presa e limita lo scalino della dual-cam posteriore.

Dimensioni che si sono ristrette leggermente e peso rimasto invariato (188g) in questo passaggio generazionale, alla batteria più piccolina si aggiungono altri componenti come le 4 fotocamere e il nuovo SoC (che dovrebbe esser uguale nelle dimensioni complessive). Si tratta di un 6 pollici, non è quindi piccolissimo ma si tiene bene in mano, paga ovviamente rispetto ad altri modelli più “estremi” come il recente LG G7 (confronto dimensionale), che tuttavia si affida al notch sopra per risparmiar spazio e ridurre le cornici.

73.9 x 156.6 x 8.7 mm
6 pollici – 2880×1440 px
74.9 x 158.5 x 8.5 mm
6 pollici – 2880×1440 px
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DISPLAY

Non tutto è stato effettivamente rivisto, non c’è il notch e la diagonale è la medesima di inizio anno, come d’altronde anche la tecnologia e la resa finale. Detto in parole povere, potrebbe essere lo stesso pannello montato su U11+ con qualche soluzione software e ottimizzazione in più, così da migliorare la resa ma non stravolgere di certo l’esperienza finale.

Si tratta di un Super LCD 6 da 6 pollici in formato 18:9 e risoluzione QHD+ (2880 x 1440 pixel), densità di 537 ppi, gamma colori DCI-P3 e supporto allo standard HDR 10. Non si tratta certo di un cattivo pannello, tutt’altro, ma è un top di gamma e come tale dobbiamo metterlo a confronto con la diretta concorrenza: penso a LG G7 uscito di recente (anch’esso con LCD) e capace di superarlo in quanto a luminosità massima e visibilità di giorno.

Dalle nostre misurazioni si evince lo scenario previsto, ovvero valori del tutto paragonabili e speculari a quelli visti con HTC U11+. Tuttavia bisogna considerare la possibilità di calibrare diversamente il pannello e l’HDR 10 che entra in gioco in certe situazioni (vedi ad esempio YouTube) e non siamo in grado di misurare con i nostri strumenti. Display quindi migliorato ma sotto l’eccellenza garantita da altri modelli di fascia alta e altissima.

PRESTAZIONI E GAMING

HTC U12+ è una vera e propria scheggia, come già visto in passato Snapdragon 845 è una garanzia di potenza e fluidità, ovviamente grazie anche al supporto software, qui particolarmente curato sotto più aspetti. Sto sempre ad elogiare la fascia media, sempre più agguerrita e capace di ridurre all’osso le differenze con i flagship, soprattutto se si parla dell’esperienza d’uso.

Ma in questo caso (come in pochi altri) il gap a favore è evidente, sia se si navighi semplicemente nella UI sia in rete o se si eseguono più operazioni contemporaneamente. Le pagine web si aprono istantaneamente, complice anche la miglior base hardware per la connettività grazie al modem Snapdragon X20 (fino a 1.2Gbps in download, al netto di copertura e operatore). Navigare in rete è un piacere ma lo è anche sfogliare le homescreen o il Blinkfeed, tutto scorre alla velocità che mi aspetto da uno smartphone che costa più di 700 euro.

  • Sistema operativo: Android Oreo 8.o + HTC Edge Sense 2
  • Display 6 pollici 2880×1440 Super LCD 6 touchscreen in 18:9, 573ppi, HDR 10
  • Processore: Qualcomm Snapdragon 845 octa-core 2.8 GHz
  • GPU: Adreno 630
  • Memoria: 6GB RAM / 64GB storage (espandibili fino a 2TB)
  • Fotocamere posterori: 12Mp f/1.75 + 16Mp 2x F2.6  – 4K video @ 60fps
  • Fotocamera frontale: 8+8 Mp f/2.0 (84° campo visivo) – full HD video
  • Connettività: 802.11 ac Wi-Fi (2.4 e 5GHz), Bluetooth 5.0, 4G LTE Cat 18, Type-C 3.1
  • Audio: Hi-Res, aptX HD, LDAC, 4 microfoni, HTC BoomSound e cuffie HTC USonic
  • Dual nano-SIM, Dual LTE
  • Posizionamento: GPS, A-GPS, GLONASS, Galileo, BeiDou
  • Batteria: 3420 mAh, Quick Charge 3.0 (da 0 al 50% in 35 minuti)
  • Altro: lettore impronte posteriore, Squeeze, Edge Launcher
  • Dimensioni e peso: 156,6 mm x 73.9 mm x 8,7 mm / 188g

Per gli amanti dei numeri riporto anche il punteggio ottenuto con la rinnovata versione di Antutu, ben 256,342 punti e 99% della concorrenza stracciata nei campi “CPU” e “GPU”. Ben 6 i Gigabyte di RAM a disposizione, ma nell’uso di tutti giorni sono difficilmente salito sopra il 60% della memoria utilizzata. In pratica abbiamo quasi sempre 2.5GB di RAM liberi.

Più che ottima l’esperienza gaming, la GPU Adreno 630 è un pilone portante che non delude mai e permette di giocare al massimo dettaglio con qualsiasi titolo disponibile. Serviranno presto giochi più pesanti ed esigenti, non vedo l’ora che Asphalt 9 (eccolo sul ROG Phone) arrivi anche dalle nostre parti e mostri i limiti di certi smartphone con le sue animazioni.

EDGE SENSE 2 FA LA DIFFERENZA

Altro che Android stock, HTC osa e lo fa più di tanti produttori ormai diretti verso l’esperienza Google pura. Non dico che sia uno svantaggio, ricordo un paio di anni fa quando tutti (e anche i “cinesi più improbabili”) si erano inventati la propria personalizzazione e nel pubblico Android create non poche incomprensioni, puntare all’esperienza Google assicura poi aggiornamenti più rapidi e indolori.

La Edge Sense 2 è un’altra storia, aggiunge infatti numerosi controlli ulteriori che ampliano l’esperienza d’uso. Come ogni cosa più complessa va interpretata, va capita e studiata. Nessuno si aspetti di inserire la SIM nello slot del HTC U12+ e usarlo subito al pieno delle facoltà: scordatevelo! Bisogna innanzitutto prender confidenza con i soft buttons, chiamiamoli così: tasto di accensione/spegnimento e bilanciere del volume che non sono fisicamente cliccabili, vogliono solo un po’ di pressione.

Ma quanta? Vi chiederete, e la domanda è più che lecita. Non è semplice da spiegare, bisogna davvero provarlo direttamente per capire il tipo di feedback e forza da applicare, io ci ho messo qualche giorno a prendere la dovuta confidenza, fino a quel momento ammetto di aver avuto qualche dubbio su una simile implementazione. Tutto ha un senso, U12+ segue infatti un unico filo conduttore che si palesa con gli squeeze.

ne della parte bassa dei due lati attivano un’applicazione, personalizzabile facilmente tramite il menu dedicato della Edge Sense. Dai tasti soft touch allo squeeze il passo è breve, anche per questi ultimi c’è ovviamente bisogno di un po’ di pratica per capire la differenza della stretta e pressione da dover applicare.

Dopo 10 giorni ho preso il completo controllo del terminale, sono scomparse quelle indecisioni nella gestione dei tasti e trovato le migliori applicazioni (per il mio utilizzo) da associare agli squeeze. Questo a conferma che non si possono giudicare certi smartphone non appena usciti dalla scatola perchè “tanto sono tutti gli stessi”, in contrasto con lo stesso Niccolò che aveva espresso qualche dubbio il giorno dell’anteprima e del primo approccio.

Bene anche la fase di sblocco, il sensore biometrico per il riconoscimento delle impronte è posto nella parte posteriore ed è facile da raggiungere. Naturalmente c’è anche il Face Unlock che ho trovato comodo e rapido.

FOTO E VIDEO

HTC ha messo l’accento su tutto il comparto multimediale, sono infatti ben 4 le fotocamere e altrettanti i microfoni sparsi per la scocca, con due speaker a chiudere il fantastico cerchio. Partiamo innanzitutto dalle foto e dal modulo principale composto da due sensori d’immagine da 12 e 16 Megapixel, capaci di lavorare a stretto giro e offrire opzioni di scatto in più.

La principale da 12MP è definita “UltraPixel 4” e vanta unità da 1.4μm, una delle migliori su piazza secondo DXOMark (gli ha conferito ben 103 punti) sia per foto sia per video, grazie anche alla stabilizzazione ottica (OIS). Le immagini offrono in effetti una chiarezza e limpidezza sopra la media, con poco rumore di fondo e una messa a fuoco particolarmente precisa (si tratta della UltraSpeed 2).

Tanti dettagli a disposizione in condizioni di ottima luminosità, con pixel che non si perdono e confondono subito al primo zoom. Ve lo dimostro con il prossimo scatto, oltre a quello originale (realizzato tramite un finestrino impolverato di un aereo) vi propongo anche un crop al 100 e 200 percento.

Sia nel primo che nel secondo ritaglio possiamo addirittura leggere senza troppa fatica il nome di battesimo del velivolo “Alessandro Manzoni”.

Visualizza a Schermo Pieno

A fianco abbiamo poi una seconda fotocamera da 16MP con ottica più spinta 2x e pixel più piccoli da 1μm, impostazioni che piace al sottoscritto e al pubblico, ormai adottata da tempo da diversi produttori come Apple, Samsung e Huawei. Interessante notare che tra le due posteriori intercorre tuttavia qualche differenza importante nella riproduzione cromatica, per darvi un esempio diretto ecco lo stesso soggetto ripreso dal medesimo punto di osservazione con le due fotocamere posteriori.

Come si evince, nel primo caso il blu è molto più acceso e nel secondo si hanno invece tonalità più scure (l’ottica è una f/2.6)

Ottica elaborata che raccoglie tanta luce e vanta apertura f/1.75, di sera riesce a catturare delle ottime foto. Riproduzione dei colori eccellente, molto realistici e piacevoli sia su display sia su altri supporti esterni. Gestisce mediamente bene le luci forti di notte, ma potrebbe compensar meglio: un esempio nell’ultimo scatto, con le luci forti dal palco lette non perfettamente e contorni con qualche bagliore di troppo.

E poi ci sono i video, altro comparto in cui HTC U12+ eccelle e non ha nulla da invidiare alla concorrenza: massima risoluzione 4K a 60fps e magnifica stabilizzazione (OIS+EIS), basta guardare la demo per farsi un’idea. Ottica che garantisce una messa a fuoco particolarmente rapida e audio acquisito degno di una fotocamera di altra categoria e fascia.

Complimenti ad HTC, forse l’unica insieme a Google (con i Pixel) a raggiungere questa qualità nei video a tale risoluzione. Da segnalare che è possibile effettuare slow motion in full HD a 1080p a 240fps.

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