Recensione Razer Phone 2 e confronto con Rog Phone


Squadra che vince non si cambia, si suol dire, e Razer deve aver pensato proprio a ciò in fase di progettazione del suo nuovo Razer Phone 2. Il problema è che certe scelte possono essere maggiormente apprezzate e giustificate quando si è ancora al primo smartphone, mentre cominciano a stonare se ce le ritroviamo quasi del tutto invariate a poco meno di 12 mesi di distanza.

Tutto ciò ha portato Razer a proporre uno degli smartphone più iterativi del 2018, offrendo un prodotto che rispetto al suo predecessore – a cui va il merito di aver praticamente inventato la categoria degli smartphone gaming – rappresenta solo un upgrade marginale in pochissimi ambiti.


E se alcune scelte – a cominciare da quelle stilistiche – nel 2017 potevano essere interpretate come il desiderio di restare attaccati ad una certa tradizione del settore per concentrarsi sui fondamentali del prodotto, nel 2018 le stesse assumono un significato del tutto diverso e molto negativo, visto che mettono in evidenza una certa mancanza di idee – nella migliore delle ipotesi – che non ci si sarebbe aspettati da una società creativa come Razer.

Il riferimento principale va al display in formato 16:9 e al design del dispositivo, sostanzialmente ancora basato sulle linee del primo smartphone realizzato dal team di sviluppo di Razer, ovvero il Nextbit Robin di inizio 2016. Ma la complessità di un prodotto come Razer Phone 2 non può essere certo semplificata in questo modo, quindi per giudicarlo al meglio è necessario approfondire ogni suo aspetto. Messa da parte la critica introduttiva, passiamo subito a parlare di hardware, uno degli aspetti più importanti in un gaming phone.

Razer Phone
77.7 x 158.5 x 8 mm
5.7 pollici – 2560×1440 px
Razer Phone 2
79 x 158.5 x 8.5 mm
5.7 pollici – 2560×1440 px
HARDWARE

Razer Phone 2 arriva sul mercato a fine 2018 proponendo la piattaforma di riferimento dell’anno in corso, quindi sotto la scocca troviamo il classico Snapdragon 845 con GPU Adreno 630, coadiuvato da 8GB di memoria RAM LPDDR4X. La memoria interna è di tipo UFS 2.1 e ammonta a 64GB. Si tratta di un quantitativo che potremo definire come appena sufficiente, sopratutto se si considera la natura dello smartphone in questione. Il fatto che sia presente lo slot microSD rappresenta solo una parziale soluzione al problema, dal momento che disporre di un’ampia memoria interna molto veloce è certamente un valore aggiunto in ambito gaming, visto che è assolutamente impossibile utilizzare una memoria esterna per la loro installazione.

I giochi di oggi sono ben diversi da quelli di ieri e il loro peso è cambiato di conseguenza, raggiungendo con facilità i 2-3GB per le produzioni più recenti. Se si tiene conto che il sistema occupa all’incirca 15 dei 64GB a disposizione, vien da sé che la memoria libera per l’installazione di giochi, applicazioni e per la fruizione dei contenuti multimediali è davvero poca: peccato, sarebbero bastati almeno 128GB per ovviare al problema.

Poco sopra abbiamo parlato di grande display da 5,7″, una frase che in un mondo di padelloni che sforano abbondantemente i 6″ può sembrare esagerata, ma così non è. Effettivamente il display di Razer Phone 2 è davvero molto grande, questo per via della scelta di adottare il formato 16:9 che offre una superficie effettiva superiore – a parità di diagonale – rispetto ai più moderni 18:9 o superiori.

Questo però si traduce anche in un ritorno al passato che rischia di rendere molto più anacronistico l’utilizzo dello smartphone in diversi ambiti. In un mondo che si sposta verso form factor sempre più allungati, la scelta di Razer di perseverare con lo stesso display del primo Razer Phone potrebbe non pagare sul lungo periodo, anche perché moltissimi giochi si sono aggiornati da tempo per sfruttare al meglio i nuovi formati.

A questo si deve aggiungere il fatto che il pannello LCD IGZO utilizzato da Razer non è certo al vertice della categoria per la fascia di prezzo. Anche a questo giro, infatti,  ci tocca citare il suo predecessore, visto che il pannello è praticamente lo stesso Sharp IGZO che abbiamo provato esattamente un anno fa, con la sola eccezione rappresentata da una retroilluminazione discretamente più potente, in grado di renderlo maggiormente godibile anche all’esterno. Di contro, però, questo rende i neri meno profondi.

Sia chiaro, la qualità assoluta è sicuramente buona, merito anche di una calibrazione precisa e della possibilità di scegliere tre diverse impostazioni (Normale, Migliorati e Brillante) che vanno ad agire sulla saturazione dei colori. Purtroppo, ad un anno di distanza, ci saremo aspettati un salto più marcato, probabilmente garantito ormai solo dal passaggio ad un display OLED. Una scelta, questa, non possibile per Razer, la quale avrebbe dovuto rinunciare ad uno dei suoi principali cavalli di battaglia, i 120Hz, per fermarsi ai soli 90Hz che è possibile raggiungere ad oggi su un prodotto commerciale basato sull’OLED.

DESIGN E ERGONOMIA

Il design di Razer Phone 2 è basato su quello del suo predecessore ma ci propone due evidenti differenze estetiche che permettono di distinguerlo facilmente. La prima riguarda l’inclusione di un retro in vetro – grazie al quale è possibile utilizzare (se ci riuscite) la ricarica wireless – mentre la seconda è relativa al posizionamento della doppia fotocamera, ora collocata al centro dello smartphone, proprio sopra il logo luminoso.

Le dimensioni rimangono quasi del tutto invariate e sono pari a 158.5 x 78.99 x 7,9 mm (8.5 mm in corrispondenza della fotocamera sporgente), mentre il peso passa dai 197 grammi del predecessore a ben 222 grammi, variazione probabilmente dovuta alla scelta di introdurre il pannello posteriore in vetro. Questo si traduce in un’ergonomia leggermente peggiorata rispetto al modello 2017, specialmente durante l’utilizzo ad una mano, ora ancor più proibitivo.

La parte anteriore è in gran parte occupata dalle due bande che alloggiano i potenti speaker frontali, una scelta praticamente obbligata per poter integrare delle casse di altissima qualità. In ogni caso la qualità costruttiva di Razer Phone 2 è assolutamente eccellente: tutta la struttura in alluminio dona una solidità invidiabile al top di gamma. Al netto dell’ergonomia non ottimale, tenendo in mano Razer Phone 2 si ha subito la sensazione di maneggiare un dispositivo di qualità molto elevata: un vero e proprio piccolo monolite solido.

Razer è intervenuta risolvendo una delle principali mancanze del primo modello, introducendo la certificazione IP67 che consente di utilizzare lo smartphone anche sott’acqua ad un metro di profondità per 30 minuti.

GAMING

Se il primo Razer Phone – come detto in apertura – ha avuto il merito di portare qualcosa di nuovo nel panorama smartphone, offrendo un dispositivo pensato per il gaming, purtroppo il suo successore non fa nulla per migliorare la formula proposta, lasciando che i concorrenti mettano la freccia a sinistra ed imbocchino il sorpasso.

Siamo franchi e diretti: l’esperienza gaming tra Razer Phone e Razer Phone 2 è praticamente invariata, con l’unica differenza tangibile che risiede nella presenza di uno Snapdragon 845 tenuto a bada da un sistema di raffreddamento, l’ormai celebre camera di vapore. Per il resto non abbiamo davvero alcun elemento distintivo in grado di far segnare il passaggio generazionale e ci è impossibile non paragonare la proposta Razer 2018 a ROG Phone, uno smartphone che invece riesce a proporre interessanti novità come i trigger dorsali, una vasta gamma di accessori e una doppia porta di ricarica, particolarmente comoda mentre si gioca in landscape.

Razer Phone 2 non offre nulla di tutto ciò e l’unico plus nell’esperienza gaming è offerto dal display a 120Hz – in grado di essere sfruttato in maniera efficace da una manciata di titoli, suggeriti sullo store Razer – e dai potenti speaker frontali che regalano un comparto audio ai vertici della categoria smartphone, merito anche dell’eccellente integrazione dell’equalizzazione Dolby Atmos. Restando in ambito audio, segnaliamo che è assente il jack audio da 3,5mm, ma Razer include un adattatore Type-C/Jack che integra un DAC a 24bit ad alta qualità.

Il 2019 dovrà necessariamente far registrare un cambio di passo da parte di Razer, dal momento che la concorrenza in questa nicchia di mercato si è fatta decisamente affollata e agguerrita nel corso degli ultimi 12 mesi.

SOFTWARE

Razer sceglie di mantenere la sua partnership con Nova Launcher e anche questa volta troviamo la versione Prime installata di serie, sulla quale è applicato un tema che sfrutta i colori tipici del brand, il verde e il nero. Questo consente di accedere alle tantissime personalizzazioni offerte da uno dei launcher più apprezzati nel mondo Android: perché quindi scervellarsi nella creazione di un’interfaccia proprietaria quando è possibile adottare una soluzione come questa? Davvero un’ottima scelta da parte di Razer.

Si perché in questo modo si può offrire una vasta libertà all’utente senza compromettere la fruibilità offerta da Android stock: due piccioni con una fava. Razer arricchisce il telefono inserendo solo poche applicazioni personalizzate – riconoscibili dalla caratteristica icona verde – e ripropone una coppia di app dedicate proprio all’aspetto gaming del dispositivo. La prima e più importante è Razer Cortex, un hub che permette di accedere al Booster per Giochi, alla Biblioteca e alla sezione Contenuti. quest’ultima ci propone i migliori titoli ottimizzati per Razer Phone, mentre la Biblioteca non è altro che un raccoglitore di tutti i giochi installati.

La sezione Booster per Giochi, invece, permette di configurare il comportamento dello smartphone durante l’esecuzione di un gioco, permettendoci di impostare valori personalizzati per ogni titolo. Potremmo ad esempio decidere di spingere al massimo risoluzione, frequenza della CPU e frame rate in tutti quei titoli più esigenti, adottando un approccio più conservativo in altri.

La seconda applicazione è Razer Chroma, con la quale potremmo intervenire sulle modalità di funzionamento dell’enorme LED di notifica presente nello smartphone. Ma non cercatelo nella parte frontale, dal momento che il suo posizionamento è proprio sul retro, camuffato da logo Razer. L’applicazione ci consente di impostare diversi livelli di intensità ed effetti, permettendoci anche di sincronizzarlo con tutti gli altri accessori Chroma in nostro possesso.

iarità, Razer Phone 2 è un classico smartphone basato su Android 8.1 Oreo che bada molto alla sostanza e ci offre sempre un’esperienza d’uso impeccabile in ogni ambito di utilizzo, da quello più blando a quello più intenso. Razer Phone 2 regala davvero una sensazione di velocità e immediatezza notevolmente superiore a qualsiasi altro prodotto in commercio.

Purtroppo non possiamo non segnalare l’assenza di un sistema di sblocco basato sul riconoscimento del volto, fatto che ci costringe a ricorrere sempre al sensore di impronte laterale, che svolge anche il ruolo di tasto di accensione e spegnimento. Il sensore è preciso, tuttavia è necessario premerlo per poter avviare lo sblocco, una seccatura che rende meno immediato l’accesso allo smartphone e ai suoi contenuti.

FOTOCAMERA

Razer Phone 2 è equipaggiato con una doppia fotocamera posteriore da 12 MegaPixel, con un’unità principale dotata di stabilizzatore ottico e ottiche con apertura f/1,75, affiancata da una seconda unità teleobiettivo f/2,6, mentre la fotocamera anteriore è affidata ad una 8 MegaPixel f/2.0. Segnaliamo sin da subito l’impossibilità di scattare foto in formato 16:9, visto che è possibile scegliere solo tra 12,2 e 7,7 MegaPixel, entrambi in 4:3.

Traducendo questi numeri in parole concrete, Razer Phone 2 offre una qualità fotografica solo nella media. In condizioni di  buona luminosità sarà possibile ottenere buoni scatti ma nulla di più e anche la modalità HDR – nonostante il recentissimo aggiornamento software mirato al suo miglioramento – non riesce a trarre il meglio dal sensore, arrivando a bruciare comunque alcuni dettagli troppo luminosi.

Le foto in notturna mostrano ulteriormente i limiti del comparto fotografico; i dettagli sono pochi e impastati, mostrando una qualità propria di dispositivi appartenenti ad una fascia molto più bassa. Discorso simile anche per la fotocamera anteriore, solo sufficiente in quasi tutte le condizioni.

L’applicazione fotocamera presenta poche modalità ovvero Foto, Video, Verticale, Bellezza e Panorama. Si avete letto bene Verticale, un errore di traduzione del termine inglese Portrait che è stato reso con questa parola piuttosto che con Ritratto. Non troviamo tantissime voci in prima funzione, in favore di una fruizione più immediata della fotocamera. Senza infamia e senza lode anche il comparto video, in grado di spingersi sino al formato 4K, ma in nessun caso avrete il controllo sul frame rate, neanche per il 1080p.

BATTERIA E RICARICA

Razer Phone 2 è equipaggiato con una batteria da ben 4.000 mAh, affiancata da un sistema di ricarica rapida basato sulla tecnologia Quick Charge 4.0+ di Qualcomm, accessibile grazie al caricatore presente in confezione da 5V/3A, 9V/2,67A, 12V/2A.

La velocità di ricarica è quindi l’ultimo dei problemi di Razer Phone 2, visto che riesce a ricaricarsi del 50% in 30 minuti. Purtroppo l’autonomia dello smartphone è leggermente peggiorata rispetto al suo predecessore: in modalità 120Hz si riescono a sfiorare le 4 ore di schermo, mentre per poter toccare le 5:30 ore è necessario scendere a 90Hz. Questa è senza dubbio la soluzione migliore, visto che vi sconsigliamo di investire in un Razer Phone 2 per tenerlo bloccato a 60Hz.

Lo smartphone integra per la prima volta un sistema di ricarica wireless con standard Qi che, di fatto, ci è risultato impossibile da utilizzare. Questo perché la bobina di ricarica è posizionata nella parte bassa del dispositivo ed è davvero difficile che un caricatore verticale riesca ad intercettarla per avviare il processo. Il discorso cambia se utilizzate una piastra orizzontale, a patto che sia sufficientemente ampia da poter ospitare lo smartphone intero. Qualora fosse troppo piccola, infatti, il dispositivo sarà troppo sbilanciato e cadrà fuori dalla basetta, rendendo impossibile l’utilizzo di questa funzione.

La posizione della bobina di ricarica non è delle migliori

L’autonomia non è quindi uno dei suoi principali punti di forza, sopratutto a causa di un consumo in standby non proprio contenuto che incide negativamente sulla durata complessiva della singola ricarica. Con 4.000 mAh a disposizione ci aspettavamo qualcosa in più.

CONCLUSIONI

Traendo le conclusioni, Razer Phone 2 rappresenta il classico concetto di troppo poco, troppo tardi. Purtroppo tutta la recensione – a causa della natura del dispositivo e del recente debutto di Razer in questo campo – ha dovuto fare i conti con il confronto diretto con il suo predecessore, per capire come si sia mossa la società in questi ultimi 12 mesi.

Ci duole constatare che tutti i progressi fatti si possano riassumere nel semplice compitino da portare a casa, visto che ci troviamo davanti ad un prodotto che non ha messo a frutto l’esperienza maturata con il suo predecessore. Razer Phone 2 offre un SoC Qualcomm Snapdragon 845 sicuramente molto potente, offre una delle migliori esperienze d’uso in termini di fluidità e un audio di riferimento per la categoria, ma nulla più. Senza contare che 2 di questi 3 pregi erano presenti anche sul primo modello.

Troviamo dei passi indietro sul fronte autonomia, nessun miglioramento alla qualità dello schermo, un design praticamente identico e già vecchio lo scorso anno,  un peggioramento nell’ergonomia dato da un retro in vetro voluto per integrare una ricarica wireless impossibile da utilizzare. A tutto ciò si aggiunge la colpa più grande: dopo aver inventato una categoria – quella dei gaming phone – Razer si presenta al suo secondo appuntamento senza aver introdotto alcuna novità, restando ferma a quanto offerto 12 mesi fa. Se nel 2017 non esisteva alcuna concorrenza, a fine 2018 ci sono alternative migliori per giocare.

Razer Phone 2 è uno smartphone che nasce per una nicchia di pubblico molto esigente – tutti gli altri stanno già guardando altrove – e non è pensabile valutarlo come un dispositivo qualsiasi. L’assenza di miglioramenti e innovazioni, unita al prezzo di listino di 899euro, dovrebbero portare ad una netta bocciatura, tuttavia audio, display e l’esperienza d’uso eccellente gli permettono di portarsi a casa poco più di una sufficienza. Peccato.

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